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Alla scoperta di Hostello delle Idee

Un ostello che sia anche un luogo di ricerca e formazione, dove sviluppare proposte concrete di sviluppo territoriale per rispondere alle sfide culturali, sociali ed economiche comuni alle città di Terni e Rieti. Tutto questo all’interno di un ex opificio industriale diventato poi il CAOS, un centro culturale dedicato alla fruizione delle arti e alla produzione creativa.
Il 1° dicembre siamo stati a Terni per scoprire gli spazi dove prenderà vita l’Hostello delle idee, il posto dove “dormire ri(genera)”. La nostra terza tappa del tour  per conoscere (e farvi conoscere) i cinque progetti selezionati del bando culturability – rigenerare spazi da condividere, dopo la visita a Cascinet  e a CasermArchelogica+ArtSweetArt.

La storia

L’idea dell’ostello nasce all’interno di Indisciplinarte, una realtà che da anni sperimenta la fusione tra pratiche artistiche, coinvolgimento della collettività e degli spazi urbani. Con un’esperienza decennale nel settore culturale (dal 2006 si occupa dell’organizzazione di Terni Festival), dal 2009 Indisciplinarte si occupa della gestione assieme ad altre realtà del CAOS – Centro Arti Opificio Siri. Situato a ridosso della principale arteria di comunicazione Terni-Rieti, il centro di produzione e fruizione delle arti, nasce con l’acquisizione da parte del Comune di Terni dell’area in cui sorgeva un insediamento industriale per la produzione di ammoniaca sintetica e altri prodotti chimici, in disuso dal 1983. Da fabbrica chimica a fabbrica della cultura: l’amministrazione municipale avvia una campagna di acquisizione, con successivo recupero e riqualificazione dell’opificio, cercando di attivare un processo di ridefinizione e reinvenzione della stessa identità del territorio di Terni. Gli spazi vengono assegnati a un’associazione temporanea di imprese e nasce così il CAOS.

L’unico immobile del complesso ancora da recuperare è l’ex casa del custode, proprio al suo interno nascerà l’Hostello, con un progetto che si propone di valicare i confini dell’opificio e quelli cittadini, coinvolgendo anche il Comune di Rieti. La proposta è stata, infatti, sviluppata dal team di Indisciplinarte in collaborazione con Next Rieti, un gruppo di persone che si è aggregato attorno all’iniziativa di recupero dell’ex fabbrica tessile Snia di Rieti.

Questa dimensione “estesa” fra le due città si inserisce nell’ambito di processi di collaborazione e di un contesto d’intesa locale già consolidato all’interno del progetto Civiter, che coinvolge i comuni di Civitavecchia, Terni, Viterbo e Rieti per il rafforzamento delle connessioni infrastrutturali e la valorizzazione delle specializzazioni di ciascuna città.
Il territorio delle due province al centro del progetto, con una popolazione di oltre 200.000 abitanti, si presenta come un’area di grande pregio ambientale per la presenza di attrattive turistiche come il monte Terminillo, la Cascata delle Marmore, i corsi fluviali, i percorsi francescani, i centri storici di origine medievale ad oggi quasi totalmente preservati. Tuttavia, la difficile ripresa economica e occupazionale rischia di produrre un invecchiamento radicale e lo spopolamento da parte dei giovani che sempre più spesso scelgono Roma come nuova casa.

 

Il progetto

L’Hostello sarà uno spazio di ricettività a basso costo per viaggiatori, turisti e curiosi, che quattro volte l’anno si trasformerà in scuole stagionali per la rigenerazione urbana. La proposta presentata per il bando culturability va oltre il recupero dell’immobile abbandonato, coniugando un’offerta formativa che sperimenta nuove pratiche di co-progettazione e un sistema ricettivo innovativo il cui ricavato finanzia il frutto dell’attività formativa attraverso un meccanismo di cross funding. Il costo del posto letto contribuirà a finanziare una delle proposte progettuali, avanzate dai partecipanti delle Scuole e contenute in archivio e consultabili sulla piattaforma web al momento della prenotazione.

Ogni scuola è concepita come un percorso esperienziale che coinvolge partecipanti e mentor in un’attività di co-progettazione, attraverso l’approccio community-based. Il percorso formativo è supportato dalla didattica learning by doing e peer- to-peer, con la visione dell’apprendimento della scuola di John Dewey, che guarda all’individuo (committente, progettista, fruitore) attraverso lo sguardo del filosofo G.I. Gurdjieff. Le quattro scuole, coordinate dai partner LabGovArtway of thinking, verteranno sui temi dei beni comuni e della co-creation methodology, ossia pratiche artistiche applicate alla partecipazione al cambiamento.

Dietro il progetto c’è un’ampia rete di partner pubblici e privati: Comune di TerniComune di Rieti,  AUDIS – Associazione delle Aree Urbane DismesseMETA Group S.r.l.Ndesign e Eleonora Anzini.

 

La nostra visita e gli spazi

Accolti alla stazione di Orte da alcune componenti di Indisciplinarte e di NextRieti, ci siamo diretti, insieme a Matteo di Make a Cubesubito verso il CAOS. Con i suoi 5600 mq dedicati allo sviluppo culturale, lo spazio accoglie il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice , il Museo Archeologico di Terni, una vasta area dedicata alle esposizioni temporanee nazionali e internazionali, il Teatro Sergio Secci, l’AreaLab dedicata ai laboratori didattici e creativi, atelier per residenze e produzioni artistiche, una biblioteca specializzata, una sala video e un caffè ristorante. Il recupero è un’operazione riuscita di riqualificazione e progettazione urbana. Un centro di produzione e fruizione delle arti aperto e flessibile, pensato per sperimentare diverse forme creative e di consumo, risponde tanto alle necessità culturali della comunità locale quanto a quelle di un pubblico più vasto, oltre che a quelle dei professionisti del settore.

caos2Linda e Chiara di Indisciplinarte ci raccontano come ogni anno spettatori provenienti da tutto il mondo arrivino al CAOS per assistere alle performance e ai progetti speciali di Terni Festival. A testimonianza dell’edizione 2016, rimane una delle case sugli alberi realizzate nell’ambito di Foresta, il progetto di ricerca tra arte e rigenerazione urbana che prevedeva la realizzazione di cinque case sugli alberi da destinare a residenze d’artista temporanee. 

Visitiamo la struttura che conserva maggiormente il profilo industriale della struttura originaria: la Sala Carroponte. In questa ala della vecchia fabbrica, dove si trovava il laboratorio di sperimentazione del metanolo, il carroponte restaurato fa da cornice a mostre temporanee ed eventi legati alla programmazione culturale multidisciplinare.

Adiacenti alla Sala Carroponte e su tre livelli, si trovano tre spazi dedicati all’innovazione culturale. Qui ha recentemente aperto, grazie all’associazione HackLab che ha trasferito presso il CAOS la propria attività, il primo FabLab di Terni. Un laboratorio di fabbricazione digitale dove realizzare le proprie idee grazie ad una stampante 3D, creatività e competenze informatiche. Non è un caso che proprio in questi luoghi si sia tenuta una delle quattro tappe italiane di Museomix, un format nato in Francia per ridefinire il modo di vivere il musei: nuovi strumenti tecnologici o percorsi di visita creativi e animati che ne possano migliorare la fruibilità, rendere sempre più interattivo l’approccio con le collezioni.

casaforesteriaL’incontro prosegue con la visita alla casa/foresteria dove prenderà vita il progetto. Accompagnati dai dirigenti dei Settori Edilizia e Cultura del Comune di Terni, entriamo nella struttura. Si tratta di una casa di circa 150 mq, ex casa del custode della SIRI, l’ultima parte non ancora recuperata del complesso CAOS.  L’avvio dei lavori di ristrutturazione è previsto per l’inizio del 2017, così da da far partire le attività dell’Hostello entro la fine dello stesso anno. 

Il piano terra della casa ospiterà le attività delle 4 scuole secondo questo schema: 10 partecipanti per scuola (selezionati tramite delle call) impegnati in una residenza di 10 giorni, con l’obiettivo finale di sviluppare una proposta progettuale a partire da casi specifici situati nel territorio, che necessitano di supporto e nuovi sguardi. La proposte andranno a far parte di un archivio dinamico e interattivo visitabile al piano terra, oltre che sul web.
Il primo piano dell’immobile, realizzato tramite un soppalco, sarà il cuore della struttura ricettiva vera e propria. Conterà 10 posti letto, in grado di accogliere tutto l’anno viaggiatori, spettatori e turisti e di ospitare con la formula della co-abitazione i 10 partecipanti delle quattro Scuole stagionali. I due piani saranno connessi tra loro attraverso un meccanismo di crossfunding: il costo del posto letto contribuirà a finanziare una delle proposte progettuali, avanzate dai partecipanti delle scuole e contenute in archivio e consultabili sulla piattaforma web al momento della prenotazione.

Le proposte che non avranno raggiunto il livello di finanziamento necessario a fine anno saranno sottoposte a una commissione incaricata di sceglierle sulla base della fattibilità e finanziarle in un modello economico scalabile che impatta concretamente sulle trasformazioni dei territori e ricava sostenibilità mettendo a frutto il grande pregio turistico dell’area.

Aiutati dall’entusiasmapranzonte racconto del team che ci accompagna, ci è stato facile vedere il potenziale di questo spazio. Un luogo all’interno di un ambiente dinamico dove, professionisti provenienti da diversi ambiti, ricercano soluzioni creative per realizzare trasformazione territoriali coinvolgendo comunità e attori locali.

Dopo un ottimo pranzo al FAT, il caffè/ristorante aperto fino a sera, siamo pronti a ripartire, in viaggio verso la prossima tappa.

 

 

 

 

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