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La nostra tappa a Padova con LAB+

labcopertinaTrasformare una piazza vuota in un laboratorio urbano condiviso. Il 5 dicembre siamo stati a Padova per incontrare il team di Lab+: Piazza Gasparotto Urban Lab, un progetto nato dalla sinergia tra dieci organizzazioni di Padova. Quarta tappa del nostro tour sui luoghi dei cinque progetti selezionati con il bando culturability – rigenerare spazi da condividere, dopo le visite a Cascinet
CasermArchelogica+ArtSweetArt e Hostello delle Idee.

 

La storia

Nel 2014 un gruppo di realtà padovane inizia a lavorare per riattivare e popolare Piazza Gasparotto, all’epoca vuota e circondata da edifici quasi completamente sfitti.  Una “piazza contenitore”, racchiusa tra edifici adibiti a servizi, localizzata nel quartiere della stazione a Padova, caratterizzato da un’elevata percentuale di popolazione over 65, di migranti e di altre categorie di persone lasciate ai margini dalla crisi economica.

La prima realtà a insediarsi nella piazza è la Cooperativa Est con il coworking CO+: un community hub che sin dall’inizio decide di avviare un processo di rigenerazione dello spazio puntando sull’innovazione sociale. Per farlo, decide di lanciare un bando per assegnare postazioni di lavoro gratuite in cambio di attività di co-progettazione pensate per la piazza. Nel 2015 nasce GasparOrto, un progetto per la creazione di orti urbani che consente di sviluppare i primi embrioni di una comunità. Parallelamente, iniziano ad avviarsi dei rapporti con l’amministrazione comunale, che affida la gestione delle grandi fioriere presenti nella piazza alla Cooperativa EST. Nel corso dello stesso anno, l’associazione Gioco Anch’io apre il centro culturale HUB – Culture Food and Sport in un altro degli immobili vuoti. Grazie alle iniziative e alle attività organizzate, iniziano ad essere coinvolte nuove realtà fino a raggiungere un nucleo di dieci organizzazioni attive in settori trasversali, che decidono di aggregarsi per completare il processo di riattivazione avviato dal basso.

 

Il progetto

La proposta presentata per il bando culturability mira a continuare il processo di rigenerazione e trasformazione di Piazza Gasparotto in uno spazio pubblico urbano da condividere e in un luogo di socialità. Il progetto si propone di migliorare la qualità della vita dei residenti e della comunità locale, ibridando diverse discipline (arte pubblica, teatro di comunità, sport, agricoltura urbana) per rendere il luogo un polo socio-culturale di riferimento permanente per la comunità. Per raggiungere questo obiettivo, vengono messe a sistema una serie di azioni di riappropriazione dello spazio secondo tre linee d’intervento:

  • Creazione di un polo per l’innovazione culturale con l’apertura di un nuovo spazio presso uno degli immobili sfitti della piazza; avvio della residenza artistica Piazza+ per l’animazione del luogo e la realizzazione di opere di arte pubblica, organizzazione delle iniziative SAGRA+ e di un evento internazionale di Parkour a metà 2017.
  • Lavoro di comunità per l’innovazione sociale con la partecipazione attiva degli abitanti attraverso il teatro sociale e di comunità, l’illustrazione delle storie di vita dei più anziani e la loro diffusione tramite giornale e mostre temporanee, il coinvolgimento di migranti.
  • Creazione di un polo per l’agricoltura urbana con l’ampliamento degli orti già attivi e l’organizzazione di un mercato settimanale con i produttori biologici locali.

 

La nostra visita

gasparortoArrivati in treno alla Stazione di Padova, insieme a Matteo di Make a Cube, raggiungiamo in pochi minuti Piazza Gasparotto. L’ingresso alla piazza, tramite un portico di cemento armato, è un po’ nascosto rispetto alla via principale e ciò la rende un luogo poco attraversato dai passanti. Siamo accolti da un gruppo di rappresentanti delle varie associazioni e con la loro guida iniziamo la visita degli spazi all’aperto e chiusi in cui si sviluppa il progetto.

È una “capo ortista”, ossia una delle persone che sono state formate per seguire la coltivazione degli orti urbani e coordinare il lavoro dei cittadini interessati, a guidarci nella visita di GasparOrto. Al centro della piazza e nelle fioriere si sviluppa la coltivazione di ortaggi portata avanti da un’attiva comunità di ortisti, avviata nel 2015 grazie al lavoro di OAT – Officine Arte Teatro.  Gli orti sono stati concepiti in collaborazione con Orto sul Terrazzo e realizzati grazie ad Agronomi e Forestali Senza Frontiere. Come ci racconta Vittorio, si sta lavorando per allargare gli spazi coltivabili a disposizione, occupando le altre grandi fioriere date in concessione dal Comune. L’idea è anche associare alla parte di coltivazione una di vendita di prodotti agricoli, aprendo un mercato con i produttori locali. In questo modo, come ci racconta Luca di AGIA Padova, potrebbero essere coinvolti e portati in piazza anche altri pezzi di città.

coL’anima “più culturale” del progetto è invece sviluppata, fra gli altri, da Upgrade, l’associazione che gestirà Nadir, il nuovo
spazio dedicato all’innovazione culturale in fase di apertura ai civici 9 e 10. È in questi immobili che sta prendendo vita Piazza+, il progetto di residenza che vedrà coinvolti tre collettivi di artisti, selezionati tramite una call tra ottobre e novembre, nella realizzazione di opere d’arte pubblica che andranno a impattare visivamente e socialmente nella piazza. Durante le residenze, anche grazie a un programma di workshop, gli artisti potranno conoscere le peculiarità del luogo, le sue dinamiche relazionali ed entrare in dialogo con i residenti e i passanti.

Questo nuovo progetto di matrice artistica si aggiunge all’attività di stampo teatrale che OAT – Officine Arte Teatro sta realizzando nella piazza dal 2015, attraverso laboratori che dovrebbero crescere e strutturarsi in un progetto di più ampio respiro di teatro di comunità e di narrazione collettiva del luogo e dei suoi abitanti.

Del rapporto tra cultura, gioco e sport per i ragazzi si occupa, invece, lo spazio Hub – Culture, Food and Sport, di cui ci parla Max, impegnato anche nella progettazione di un possibile calendario di pause pranzo tematiche per i lavoratori della zona, gestito dalle diverse organizzazioni che hanno uno spazio per organizzare la somministrazione di cibo e bevande. Altre attività rivolte ai più giovani sono quelle dell’associazione ParkourWave che, come ci racconta Marcello, dal 2015 organizza allenamenti periodici di parkour negli spazi all’aperto della Piazza. Hanno creato una bella sinergie con gli ortisti, visto che entrambi lavorano all’aperto, dando loro anche una mano “pratica” quando ci sono attività pesanti da fare.

progettoaterraPer consolidare le attività esistenti, ma anche per svilupparne di nuove e coinvolgere altri pezzi di città, è necessario lavorare anche su un progetto di abbellimento e restyling della piazza. Ci si sta dedicando Paolo con BAG, lo studio di architettura da poco arrivato a CO+, che ha messo subito a disposizione le proprie competenze. Il progetto è ancora in corso di definizione, ma l’idea è lavorare a una riqualificazione della piazza puntando su interventi di auto-costruzione degli abitanti, tanto per risparmiare quanto per coinvolgerli il più attivamente possibile.

L’opera di restyling della piazza la renderà anche pronta a ospitare  la programmazione estiva comune a cui le 10 organizzazioni stanno lavorando e che dovrebbe culminare nell’evento di chiusura SAGRA+. Insomma, le idee non mancano e le sfide da affrontare sono tante, legate alla presenza in un luogo “difficile” e percepito da molti come insicuro, ma anche connessi alla difficoltà di tenere assieme numerose organizzazioni dalle anime variegate e attive in ambiti differenti. D’altro canto, proprio questa trasversalità e diversità sembra essere il punto di forza di un progetto in grado di rivolgersi e mettere assieme fasce sociali e anagrafiche distanti.

 

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